Teobaldo Ciconi

52.00 

Categoria: .
Descrizione

A cura di: Gaetano Oliva

ISBN: 9788897160007
PAG: 950
Dimensioni: 150x215x50

La Collana si occupa sia della letteratura teatrale italiana dell’Otto-Novecento sia dello spettacolo teatrale (quest’ultimo composto da una molteplicità di linguaggi e di apporti culturali eterogenei). Essa si propone agli studiosi come un settore di ricerca ancora poco esplorato ma ricco di una tradizione a cui attingere, inoltre vuole sviluppare l’attività critica, la ricerca delle fonti originali e di tutti quegli elementi autentici da riscoprire negli archivi, nei manoscritti, nei documenti dell’epoca e d’ogni provenienza. La collana intende, infatti, fornire un contributo agli studi teatrologici, senza nessuna limitazione, allo scopo di riportare alla luce stampando e ristampando, entro prospettive storicamente e criticamente definite, le fonti dello spettacolo teatrale, contribuendo a colmare i vuoti ancora esistenti. Nell’ottica che la Storia del Teatro sia innanzitutto storia delle opere teatrali, storia cioè degli autori, dei drammaturghi, la collana si costituirà di opere monografiche che raccolgono i testi più significativi dal punto di vista letterario, ma anche quelli che, durante l’Otto-Novecento sono stati maggiormente rappresentati sulla scena nazionale e internazionale.

Teobaldo Ciconi, poeta, giornalista, traduttore e drammaturgo, pur non avendo una pratica reale della scena, compose drammi che rappresentarono una vera e propria spaccatura e rivoluzione rispetto alla tradizionale drammaturgia del tempo; fu la sua assidua frequentazione di compagnie teatrali che gli permise di sviluppare e affinare un occhio attento al passaggio dal testo alla scena, tanto che la sua scrittura risultò visibilmente influenzata dal continuo sguardo al palcoscenico. Emilio Mattei lo definì «uno scrittore così veemente nel suo amore di patria, così puro e disinteressato nei suoi affetti e nelle sue amicizie, così alto nel suo concetto di arte, così sereno nelle sue sventure». Ma questi suoi – e di tanti altri – apprezzamenti non aiutarono Ciconi ad essere ricordato fino ai giorni nostri come uno dei più significativi drammaturghi ottocenteschi, tanto che ben poco si conosce di questo nobile e austero commediografo. Il suo nome risuona forse familiare a qualcuno perché legato ad un’opera come La statua di carne che è piuttosto conosciuta ma più per la sua riduzione cinematografica che per la sua reale origine drammaturgica. Ciconi si inserì nel nuovo indirizzo naturalistico della commedia italiana di cui Paolo Ferrari fu il più grande rappresentante anche se, nella realtà dei fatti, fu proprio Ciconi il vero e reale iniziatore in Italia del teatro naturalista tanto che Il duello del Ferrari, opera emblematica di questa corrente, uscì ben cinque anni dopo la morte dello stesso Ciconi.

Gaetano Oliva
Docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo, Drammaturgia, Teatro di Animazione, Organizzazione ed economia dello spettacolo nella Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore sedi di Brescia, Piacenza e Milano, è direttore artistico del Centro di Ricerche Teatrali “Teatro – Educazione” del Comune di Fagnano Olona. Attore e regista.

Disponibile anche su digital.casalini.it

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